Lunedì 4 Marzo 2019

Daniela Poggiali

 

Dalla campagna alla città

I vecchi dei paesi sono belli,
parlano una lingua che distende,
hanno un senso di innocenza,
e quando si lamentano sembra che più nulla ormai li offenda.
Quando voglio stare bene al mondo
Io so dove andare:
devo andare in un paese a parlare con i vecchi.


(Franco Arminio, Cedi la vita agli alberi, 2018)


Sono nata a Durazzanino gruppo di case nella campagna forlivese. Ricordo la mia infanzia con piacere: la vita nei campi (la mietitura, la vendemmia, la semina); le lunghe estati in giardino con la bisnonna (ricamo, uncinetto, lavoro a maglia); la quotidianità della vicinanza degli animali e dei fatti della vita. Ricordo tutto questo come qualcosa di naturale, di cui non avere paura e da cui imparare sempre. Ricordo con piacere la scuola elementare, una pluriclasse di cinque classi tutte insieme: ancora oggi forse ho qualche incertezza sul congiuntivo, ma che bello essere tutti insieme.
A dieci anni il babbo che lavorava a Forlì, e la mamma decidono di acquistare casa in città: bella nuova, mobili moderni, tutto luminoso. E così si parte.
Ho sofferto molto, ho contestato a mio modo la decisione, chiudendomi in un silenzio lungo e doloroso, che forse ha tolto serenità anche ai miei genitori. Ricordo di avere l’angoscia per l’abbandono di persone, luoghi e abitudini; ricordo che Danila, mia sorella di un anno più giovane era contenta e più brava di me: mi invitava a partire. Ricordo il viaggio fatto su una Bianchina azzurra, tutti e quattro, ricordo ogni chilometro di quell’andare, fra lacrime e silenzi. Ero piccola, non capivo.
Le fotografie della scuola rappresentano bene il cambiamento: un mondo sereno e luminoso in campagna e poi la scuola media, tutti in fila e tutti in nero. Un viaggio da campagna a città, da un mondo conosciuto a un altro non noto, da bambina ad adolescente.
Poi il mondo è tornato amico, poi si è diventati adulti e poi anche di più.
Torno oggi tutte le domeniche a Durazzanino, a messa e al cimitero, dove ormai da anni riposa mia sorella. Mi aspettano, mi accolgono e mio babbo, da vecchio repubblicano, mi attende per salutarli, ma nel cortile della chiesa. Mi piace quel modo semplice, mi piacciono quei colori e come sanno accettare ciò che succede.
Anche noi dunque siamo partite… ma quando voglio stare bene al mondo, so dove andare.

Daniela Poggiali