Martedì 5 Marzo 2019

Marina Scaramuzza

 

Lilly

Cesenatico: 1948. Liliana passava molto tempo in giardino. Da maggio lei e le sue sorelle ricamavano o cucivano all’aperto: era il loro lavoro. La mamma, detta Grambialina, cuciva fin da quando era bambina camicie e grembiuli. Liliana non amava cucire ma adorava ricamare. Un giorno passò un marinaio bello, alto che la notò. Si chiamava Guerrino.
Giorno dopo giorno ritornò a rubare uno sguardo a quella bella ragazza mora con il viso dolcissimo.
Alla fine trovò il coraggio e si dichiarò. Lui abitava a Milano e se la portò via sposandola. Chi racconta questa storia è Marina, la loro figlia, cioè io.

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Lilly a Milano

1948.  Liliana, mia mamma, trasferita a Milano dopo il matrimonio con Guerrino, iniziò una nuova vita in una grande città. L’amore per il marito e la fiducia nel futuro nell’Italia del dopoguerra erano le ragioni essenziali di vita.
Come usava ai tempi si fecero fare una foto in piazza del Duomo mandandola a tutti i parenti come messaggio di affetto e stabilità. Dopo qualche anno sono nata io, a Cesenatico dove Liliana era tornata per partorire. Era luglio, il travaglio lungo due giorni, ma alla fine quella bambina col mare di Cesenatico nel nome ce la fece. La vita a volte è spietata, perché un incidente mi portò via il padre che non avrei mai conosciuto. Liliana si rimboccò le maniche, fece crescere bene sua figlia e per questo la ringrazio ancora ora che sono qui a raccontare questa particolare storia.

Foto 3