L'Archivio storico comunale di Cervia conserva i documenti
prodotti o ricevuti dal Comune di Cervia nel corso della
propria attività istituzionale a partire dal XVI
secolo anche se la storia del nostro comune comincia ben
prima visto che lo troviamo citato per la prima volta in
un documento ravennate del 1197. A causa delle vicende travagliate
che durante il Medioevo videro la nostra città passare
ripetutamente di mano fra Ravenna, Bologna, Cesena, Roma
e Venezia non si conservano a Cervia documenti riferibili
a quell'epoca. Per contro non deve essere casuale la circostanza
per cui presso il nostro archivio siano presenti documenti
solo a partire dall'inizio di un lungo periodo di stabilità
politica e istituzionale all'interno dello Stato Pontificio.
A questa epoca si collegano la Bolla di papa Giulio II
datata 13 ottobre 1511 e il primo registro delle Congregazioni
del Consiglio che inizia le registrazioni il 15 maggio 1526.
La bolla riporta l'approvazione dei capitoli presentati
dalla comunità cittadina al legato pontificio nel
settembre 1509, quando Cervia già sotto il controllo
veneziano tornò allo Stato pontificio dopo la sconfitta
di Venezia ad Agnadello.
Anche l'attivazione del registro delle Congregazioni del
consiglio segna un importante passaggio istituzionale. Risale,
infatti, all'aprile 1526 un progetto di riforma del governo
cittadino, dettata dal vice-preside di Romagna Jacopo Guicciardini,
con cui si decretava un riordino generale degli organi di
governo cittadini e in particolare del Consiglio generale.
Il documento, lungo e articolato, prevede anche che i documenti
del comune vengano conservati in un armadio presso la cancelleria
del comune. Se ne deduce che questa non era la prassi seguita.
La conferma viene da uno statuto databile fra XV e XVI in
cui si stabilisce la pratica di conservare i documenti del
comune in una cassa depositata presso il locale convento
francescano, chiusa da due chiavi conservate una dal priore
del convento e l'altra dal podestà.
Sia la riforma del Guicciardini che lo statuto sulla conservazione
dei documenti sono riportati nell'edizione a stampa degli
"Statuta civitatis Cerviae" datata 1588.
Le difficoltà economiche e ambientali del XVII secolo
colpirono anche il nostro territorio, tanto da portare la
Comunità a chiedere ripetutamente l'aiuto dell'autorità
pontificia., anche in vista della salvaguardia dell'industria
estrattiva del sale.
Finalmente con il chirografo di Innocenzo XII, nel 1697
si giunse alla soluzione definitiva dando avvio ai lavori
di trasferimento dell'abitato dalla sede antica, al centro
dell'area occupata dalla saline, al sito attuale, in vicinanza
della costa dove già si trovava da alcuni anni il
nuovo magazzino del sale con la sua torre di guardia.
La nuova città venne costruita in gran parte entro
la metà del XVIII sec. con il Palazzo priorale -
poi Palazzo comunale - destinato a sede del governo cittadino
e consegnato a livello alla Comunità nel 1769. Presumibilmente
è da quest'epoca che l'archivio comunale ha sede
nell'edificio.
L'attuale collocazione nel sottotetto dell'ala nord risale
al periodo fra 1965 e 1970, anni in cui fu intensa l'attività
di riorganizzazione sia da parte del funzionario comunale
che da parte del Prof. Umberto Foschi, che ebbe incarico
dal sindaco Oriano Masacci del riordino della sezione storica.